Il gusto dei Castelli Romani: Ariccia

Chiedete a chiunque: un passante, un negoziante, un turista addirittura. Tutti ne conoscono proprietà e virtù, e se non le conoscono, ne hanno sicuramente almeno sentito parlare. Se le vostre avventure vi hanno portato a spasso nel Lazio, specie nella Città Eterna, non potete non considerare l’idea di una serata all’insegna della genuinità e del gusto della gastronomia dei Castelli Romani.

Con la denominazione di Castelli Romani si indicano un gruppo di quattordici comuni che circondano

 la Capitale, situate sui Colli Albani; stasera voglio parlarvi di un comune in particolare, un comune il cui solo nome evoca grandiose promesse di gloriosi banchetti e festose atmosfere rigorosamente interdette alle diete. Sissignori, stiamo parlando di Ariccia.

Situata in posizione strategica a soli venticinque chilometri dal centro di Roma, la ridente cittadina di 18000 abitanti vi offrirà un calore ed un’accoglienza difficili da trovare altrove; le regole sono semplici: semplicità, tipicità, genuinità.

Quando il sole si appresta all’ultimo saluto ed il cielo si colora di pittoreschi affreschi tout naturel, è arrivato il momento che tutti aspettavamo: lo stomaco si lamenta, le luci delle osterie si accendono, ed un corteo di giovani prenderà posto di fronte ad esse pronti ad attirare potenziali avventori indecisi su dove andare, confusi e disorientati dal gran numero di locali. Già, è ora di cena, signore e signori: e ad Ariccia ora di cena è un’ora tutta particolare, un’ora in cui le parole d’ordine sono allegria, condivisione e divertimento. Una cena ad Ariccia non è un semplice momento dedicato alla gastronomia:

è impossibile non lasciarsi coinvolgere dalle atmosfere festose, dai gruppi di clienti che (stimolati da una buona dose  di vino, c’è da dirlo) si lasciano andare ai caratteristici stornelli romani, noncuranti delle  potenziali reazioni; ad Ariccia una cena non è una semplice cena: ogni portata è un festeggiamento.

Le fraschette: dove dieta è parola vietata

Una volta fatto ingresso nella città, potete chiedere a chiunque: la zona delle fraschette è facilmente raggiungibile e ben visibile, ed i locali sono tutti concentrati uno a fianco dell’altro, separati il più delle volte da sottili recinzioni. Le fraschette sono una particolare tipologia di osteria la cui diffusione è limitata all’area dei Castelli Romani, che trovano massima espressione, appunto, ad Ariccia, e proprio ad Ariccia avrete l’imbarazzo della scelta: il sito internet http://www.fraschette.com/  ne elenca solo qui 44.

Una premessa: se decidete di passare una serata in una fraschetta, siate preparati ad un’atmosfera familiare, alla buona; non parliamo di posti formali, non troverete mai camerieri in camicia e papillon né che vi daranno del lei… ma d’altronde è proprio questo il fascino, e il motivo per cui la vostra viaggiatrice tanto ama questi locali.

Le fraschette di Ariccia sono una perfetta lode alla tradizione gastronomica laziale, proponendo esclusivamente piatti tipici della città e della regione; per aprire le danze vi offriranno il famosissimo antipasto misto. La composizione e la quantità varia da fraschetta a fraschetta, tuttavia troveremo sempre un gran misto di salumi e formaggi, mozzarella di bufala, ricotta romana, sottaceti, olive, verdure grigliate e legumi a seconda della stagione; ma la vera regina dell’antipasto e regina dell’intera gastronomia dei Castelli, è il prodotto per cui Ariccia è famosa: la porchetta. La porchetta di Ariccia è trionfo di eccellenza e gusto, tradizione gastronomica e qualità tutta artigianale: viene infatti prodotta da capi provenienti da allevamenti esclusivamente italiani. La ricetta è naturalmente un segreto che si tramandano da padre in figlio, ma quel che a noi interessa è la genuinità ed il sapore inconfondibile di un prodotto la cui fama ha ormai valicato i confini nazionali. A proposito di porchetta voglio segnalarvi la famosissima sagra,

 la cui sessantaduesima edizione (esatto, 62!) si terrà dal 2 al 4 settembre 2012: tre giorni di festa, spettacoli, fuochi d’artificio e stand gastronomici a prezzi veramente irrisori. Il culmine della festa è il momento del lancio dei panini dal carro allegorico sulla folla in comprensibile delirio… per maggiori informazioni, programma e curiosità visitate il link

http://www.porchetta.diariccia.it/index.php/porchetta-e-dintorni/sagra-della-porchetta-2012-settembre-ariccia.html

Ma non è finita qui! Anzi… se il vostro stomaco avrà ancora spazio dopo il sostanzioso “antipasto”, vi verrà servito un ottimo primo piatto, cucinato ad hoc secondo la tradizione gastronomica romana: la scelta è tra carbonara, cacio e pepe, amatriciana, arrabbiata, fettuccine ai funghi porcini o pappardelle al sugo di lepre e cinghiale. Immancabili.

E se ancora avrete un piccolo spazietto in un angolino remoto, non potrete negarvi quella che è una vera specialità locale: la grigliata di carne, che varia da fraschetta a fraschetta. Troverete sempre e comunque ottime salsicce e braciole di maiale, da accompagnare con un contorno fresco che saprà consigliarvi il vostro fraschettaro.

E veniamo al dolce: sono i dolci secchi a trionfare, spaziando tra tozzetti al miele, la pupazza frascatana (dolce a forma di bambolina, tipico di Frascati, anch’esso a base di miele), e poi tiramisù e crostate… ma se proprio volete continuare la serata all’insegna della tipicità, il mio consiglio sono le ciambelle al vino: eccezionali da sole, paradisiache da gustare inzuppate in mezzo bicchiere di vino rosso.

Ed è proprio di vino che voglio continuare a parlare: la vostra viaggiatrice è tutto tranne che una sommelier, e a dirla tutta (ahimè) il vino è uno di quei prodotti che proprio non riesco a mandare giù: il vino dei Castelli Romani, misteriosamente, è l’unica eccezione. Ed è proprio il vino, in coppia con la porchetta, a simboleggiare questo prolifico angolo di Lazio, il famosissimo vino rosso conosciuto col nome di RomanellaAh, quale gioia per il palato! Si tratta di un non meglio identificato vino spumante, dolce e frizzante, prodotto rigorosamente dai locali e che non troverete altrove, almeno non in forma artigianale. Di norma questa categoria di vini viene servita solo durante i dolci, ma per la Romanella è un altro discorso: si abbina benissimo anche con primi piatti e grigliate di carne, meglio ancora con la porchetta. Non è sicuramente un vino per palati raffinati, ma noi non siamo palati raffinati, vero? Ci piace proprio per questo, perché se ne beve in quantità senza stancarsene, e (sentite sentite) senza spendere un patrimonio. Una bottiglia di Romanella (di norma senza etichetta, e riempita direttamente dalle botti) non costa più di 4-5 euro al litro.

Quanto spendere?

Ogni fraschetta di Ariccia pratica sia menu alla carta che a prezzo fisso, cosa che generalmente disdegno, ma Ariccia è la mia personalissima eccezione. Se volete recarvi ad Ariccia il menu fisso è una cosa che consiglio, mangerete a sazietà avendo la certezza di quanto spenderete. Ci sono menu per tutte le tasche, da dieci (addirittura nove, cercando bene), quindici e venti euro: raramente spenderete di più. Prima di scegliere una fraschetta ed un menu, osservate bene cosa è compreso: non tutte le fraschette, ad esempio, includono le bevande; altre invece offrono antipasto, primo, acqua e vino per dieci euro. Non fatevi mettere fretta dunque dai ragazzi e ragazze che vi spingono ad entrare, prendetevi il vostro tempo per leggere i cartelloni all’esterno, e non abbiate timore di rifiutare con cortesia l’invito. Se siete indecisi tra più menu, sappiate che, a meno che non siete dei mangiatori campioni, antipasto e primo piatto bastano a saziare in abbondanza. Se scegliete i menu da venti euro, sappiate che andrete via rotolando, ma avrete un’esperienza gastronomica che difficilmente dimenticherete: vi serviranno praticamente tutto.

Mangiare bene spendendo poco

Non c’è maggior appagamento per lo stomaco di mangiare in abbondanza, bene e spendendo poco: e ad Ariccia è possibile, se sai come muoverti. Primo: evitare di recarsi di venerdì, sabato e domenica. Ogni fraschetta abolisce i menu da dieci euro il fine settimana, cosa che non è segnalata dai cartelloni. Nulla di grave, ma è sempre meglio entrare preparati. In ogni modo, non spenderete mai più di quindici o venti euro. Secondo: recandovi sul tardi, ad esempio verso le dieci meno un quarto – dieci, i ragazzi fuori dalle fraschette cercheranno di accaparrarsi gli ultimi clienti della serata, dunque non esiteranno ad offrirvi condizioni favorevoli pur di convincervi a sedervi nella loro fraschetta. L’ultima volta ci è stato offerto, senza maggiorazioni di prezzo, un litro di Romanella in più e ciambelline al vino appena sfornate, anche se non erano comprese nel menu scelto. Inoltre, anche se non ci vedete più dalla fame e desiderate null’altro che entrare nel primo locale che vi si pone davanti, non fatevi vedere facili da convincere: quando qualche ragazzo vi si avvicina per chiedervi se sapete già dove andare a mangiare, voi rispondete semplicemente: “non lo so, faccio un giro e vedo, in caso poi ripasso”. Saranno a vostra disposizione per offrirvi vino e trattarvi da veri ospiti d’onore, scortandovi personalmente fin dentro il locale. Risultato garantito.

La vostra Viaggiatrice che omaggia il perfetto galateo culinario

Ah, Ariccia: una tappa obbligatoria per tutti coloro che amano la cucina casareccia, le atmosfere festose, l’ambiente rilassato e familiare. Come potete resistere alla tentazione di addentare una braciola di maiale grondante di succulento grasso mangiando con le mani… senza sentirvi minimamente a disagio?

Qui tutte le foto dell’ultima escursione!

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Pubblicato il 12 maggio 2012, in Escursioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Mamma mia…..!!!! Non vedo l’ora di tornare a mangiare lì…. è un paradisoooooo!!

  2. Mi viene in mente un posto a GrottaFerrata…. dove è impossibile fare dieta!!!
    WF

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