I mille colori del banco frutta

Come potevano mancare poche righe  sulla frutta tropicale, vivendo (anche se ancora per poco) in un paese del sud est asiatico?

Non poteva naturalmente. Arrivando in Malesia per la prima volta, non si puo’ non restare impressionati e meravigliati dalla moltitudine di colori di questo paese; tutto e’ colorato qui, dalla bandiera ai templi cinesi, le Petronas Tower illuminate a giorno fino a mezzanotte, alle mille ghirlande fiorite di Little India fino agli abbondantissimi buffet serali nel periodo del Ramadan.

Ma a meravigliare i viaggiatori da tutto il mondo e’ la gran varieta’ del banco frutta, uno spettacolo senza precedenti e raro da trovare altrove, dato il divieto di esportazione per alcune qualita’ di frutta, come il durian. A meravigliare, oltre la grande diversificazione, sono le inusuali forme e grandezze e gli accesissimi colori, per cui a prima vista la domanda che ci si pone e’: e come diavolo si mangia questo? Punge? Si rompe? Si sbuccia? Si ficca in bocca tutto intero e che dio ce la mandi buona che non ci sono semi?

E nonostante la comprensibile diffidenza iniziale, se vi trovate in questo paese non potete tornare a casa senza aver provato questi esotici sapori che non troverete altrove: via la timidezza quindi, innalzate la vostra curiosita’ culinaria ed esplorate tutto cio’ che di buono (buonissimo!) la Malesia ha da offrire.

Ananas

Il piu’ classico e conosciuto da noi poveri sprovveduti turisti europei; ma forse non tutti sanno che l’ananas (che in Italia si dice venga chiamato ‘ananasso’… ma voi l’avete mai chiamato un ananas ‘ananasso’? Sono sconcertata) non e’ originario del sud est asiatico bensi’ dell’America meridionale, importato prima in Europa e poi in Asia dopo la conquista dell’America da parte degli spagnoli. Da provare, perche’ di ananas cosi’ buoni non ne ho mai mangiati in vita mia. Scegliete tuttavia la qualita’ di frutto piu’ bassa e rotondeggiante, sono piu’ succosi e dolci di quelli dalla forma allungata. Garantito!

Banana

Ok ok, anche questo lo conosciamo bene; dobbiamo la sua diffusione in Europa ai portoghesi, che nel sedicesimo secolo si sono dati parecchio da fare a conquistare l’Africa. Troviamo qui in Malesia tantissime qualita’ di banane, le migliori a mio parere sono quelle piccoline lunghe non piu’ di dieci centimetri, vendute in grandi caschi. Nulla a che vedere con quello che abbiamo in Europa, in quanto a profumo, intensita’ del colore e, naturalmente, gusto. Se avrete l’opportunita’ di uscire dalla citta’ per qualche escursione, non esitate a fermarvi in uno dei diffusi chioschi di frutta a bordo della strada (che costeggia la giungla): come non provare l’esperienza di provare un frutto colto dall’albero pochi minuti prima?

Mango

Arriviamo qui alla prima meraviglia tropicale: il mango, amato e ricercato da tutti i viaggiatori che si recano in Malesia. La citta’ propone mango in tutte le forme e dappertutto, dalla macedonia fresca  al succo di frutta, fino ad arrivare al latte di mango e (fidatevi) i migliori cocktail mai provati in un club, a base di vodka liscia, cointreau e succo di mango. Il frutto e’ originario dell’India ma e’ ampiamente diffuso in tutto il sud est asiatico, largamente utilizzato per moltissime ricette anche salate, ad esempio come ingrediente base per una salsa con cui accompagnare il pesce. Noi ci ‘accontentiamo’ di mangiarlo fresco, quando il suo sapore e profumo e’ al meglio: un modo diffuso di mangiare il mango fresco e’ con il taglio ‘a porcospino’, come potete vedere nella foto; molto spesso viene denocciolato, tagliato a fette verticali ed essiccato per essere consumato sotto forma di barretta. Personalmente, da quando sono qui sono andata in dipendenza da succo di frutta.

Guava

Il frutto dell’albero di guava da fuori somiglia ad un limone acerbo, ma non fatevi ingannare dall’aspetto: una volta sezionato e sbucciato, il frutto e’ profumato e dolce, ed ampiamente utilizzato come base per succhi di frutta e, ultimamente, per i cosmetici, grazie alle sue numerose proprieta’ benefiche. All’interno del frutto sono presenti piccoli semini bianchi, quindi occhio ai dentini!

Mangosteen

Tra tutte le meraviglie del banco frutta il mangosteen e’ sicuramente il frutto dal sapore piu’ dolce, e per questo il mio preferito; un sapore che meraviglia per la sua intensita’ e carattere esotico. In molti luoghi pubblici, udite udite le stranezze asiatiche, e’ vietato mangiare mangosteen perche’ la scorza, dura e legnosa, macchia da morire… assicuratevi di essere ben forniti di acqua e fazzoletti quando ne aprite uno! Per aprirlo bisogna fare pressione contemporaneamente sopra e sotto il frutto, cosi’ che si apra in due da solo; l’aspetto e’ esattamente quello dell’aglio, stessa grandezza e spicchi bianchi. Gli spicchi piu’ grandi hanno una specie di semino dentro, quindi be careful. Se vi trovate in Malesia vi obbligo ad assaggiare questo paradisiaco frutto, raramente assaggerete qualcosa di piu’ buono in vita vostra.

Durian

Ed eccoci al tipico del tipico, signore e signori. Amato, detestato, studiato, mitizzato, recensito e vietato: stiamo parlando del Durian, il cosiddetto King of fruits. I malesi hanno una vera e propria passione per questo spinoso gigante dall’aspetto tutto tranne che invitante, la cui diffusione e’ limitata alle regioni sud orientali della Thailandia, Malesia ed Indonesia. (non a caso, potremmo dire.)

Conoscete Andrew Zimmern, del programma ‘Orrori da gustare’ in onda su National Geographic? Semplicemente, gira il mondo alla ricerca dei cibi piu’ bizzarri e disgustosi; dopo aver provato tutti i tipi di insetti, serpenti, tarantole, interiora, stomaco di capra, grasso di balena culminando con una zuppa di pene di toro in Thailandia, Zimmern ha provato il Durian… e l’ha sputato. Ebbene si’! Neanche Zimmern ha resistito al suo sapore disgustosamente marcio, tanto caro invece ai locali, che a loro dire avvertono un gusto di crema e mandorla. Ebbene, io ci ho provato cipolle marce, calzini sudati lasciati al chiuso per mesi, spazzatura e schifo generale. Che odore avreste se non vi lavaste le zone intime per un anno? Ecco, quello e’ il preciso ‘profumo’ del durian. Dopo tutta questa invitantissima premessa sareste sicuramente scoraggiati dal provare, ma vi consiglio di farlo lo stesso: o si ama o si odia, potrebbe anche dirvi bene. Il durian e’ cio’ che di piu’ tipico ha da offrire la Malesia sul banco frutta: da bravi avventurieri, non potete non provare. Piccolo avvertimento:  evitate di bere alcolici nelle poche ore successive, il durian aumenta largamente la circolazione sanguigna e noi vogliamo evitare l’ipertermia in vacanza, vero?

Dokong

Queste piccole meraviglie tropicali dalla scorza sottile si sbucciano e si mangiano a spicchi, come un piccolo mandarino; il sapore  è simile a quello del mangosteen, ma meno accentuato. Buonissimi nell’insalata.

Pitaya

Denominato anche “frutto del drago”, la pitaya si presenta come un variopinto e coloratissimo elemento, fucsia, giallo, rosa, bianco e verde; oltre le sue tinte piu’ disparate, ad attirare e’ senza dubbio la curiosa forma spinosa, che tuttavia non punge. Si mangia tirando via la buccia, non ci sono noccioli dentro e la consistenza e’ simile a quella delle more. Nonostante l’aspetto invitante tuttavia il sapore e’ abbastanza insipido, a volerla dire tutta non sa proprio di niente!

E che dire del jambo, carambola, papaya, litchi, cocco, e quella piccola fantastica meraviglia che e’ il  rambutan… non vi resta che dilatare le vostre papille gustative e godere di questi esotici capolavori!

 

 

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Pubblicato il 26 agosto 2012, in Long tours, Oltre il viaggio con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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