Italia nascosta: sentieri di montagna sulla Riviera d’Ulisse

Questo agosto Viaggiatrice low cost vi porta in montagna al mare.

Sì, avete capito bene… e sì, è possibile, sulla Riviera d’Ulisse.

La Riviera d’Ulisse è un parco regionale situato nel basso Lazio, in provincia di Latina; deve il suo nome alle cronache dell’Odissea, in cui Ulisse approda sull’Isola della Maga Circe, odierno Circeo. Il territorio comprende aree protette tra Gaeta, Formia, Minturno e Sperlonga, ed offre a locali e visitatori un vasto insieme di attrattive naturali, culturali e gastronomiche. Mare, montagna, parchi naturali e cittadine antiche arroccate sulle scogliere offrono un paesaggio d’incommensurabile bellezza, a soli 120 km da Roma.

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Maranola di Formia, sfondo mare

Offrire una panoramica completa delle attrattive della zona sarebbe impossibile in un solo articolo… quindi oggi ci concentreremo su una delle più sottovalutate bellezze della zona, la montagna, con il Parco Naturale dei Monti Aurunci.

I Monti Aurunci, parte dell’Antiappennino Laziale, circondano i comuni di Formia, Campodimele, Fondi, Itri, Lenola e Spigno Saturnia in provincia di Latina. Fanno parte della Riviera geograficamente, anche se non sono ufficialmente parte del territorio del parco regionale. La particolarità di questo gruppo montuoso è la posizione a ridosso della costa e, di conseguenza, la magnifica visuale che offrono agli escursionisti amanti del trekking che si avventurano sulle loro vette. La massima altitudine è raggiunta dal Monte Petrella, a 1535 metri, nulla di paragonabile alle più famose località montane… ma la vista è mozzafiato, garantito!

Ho optato per uno dei sentieri dei Monti Aurunci in partenza dal comune di Formia grazie alla vicinanza, soli 50 minuti di autobus (da Terracina, città natale della vostra Viaggiatrice, con biglietto giornaliero valido in tutta la provincia al costo di 6 euro). La meta prescelta è la cima del Monte Redentore, 1252 metri, sentiero n.60.

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Vista da Marànola, piazzetta centrale

Come arrivare. La stazione ferroviaria di Formia si trova sulla linea regionale Roma – Napoli, con frequenti collegamenti ogni ora per e da entrambe le città. Dalla stazione parte la circolare linea A per il comune di Marànola, grazioso paesino a 10 minuti da Formia dove già sembra di essere entrati in un altro mondo, e che offre una spettacolare vista sul golfo di Gaeta.

La vostra Viaggiatrice, e il suo perfetto (leggasi con molto sarcasmo) senso dell’orientamento avevano mal interpretato la frase secondo la quale “il sentiero parte dal centro di Maranola”. Bene, la strada per raggiungere il sentiero parte da Maranola, non il sentiero; lo sterrato per la cima del Redentore parte dalla località di Pornìto, 800 metri dal livello del mare, alla quale si arriva tramite strada asfaltata. Fortemente consigliato raggiungerla in macchina: esposta al sole, vi ci vorrebbero due ore di camminata in salita altrimenti. Non avendo bene capito quanto in realtà lunga fosse la strada, io e la mia compagna di viaggio siamo state molto gentilmente aiutate da un simpatico contadino della zona che ci ha portate fino in cima col suo furgone, optando per l’autostop al ritorno. Il tragitto in macchina è di un quarto d’ora e le macchine che salgono/scendono sono abbastanza frequenti, data l’area picnic attrezzata a Pornito, e abbiamo trovato tutti molto disponibili e sorridenti. Gli anziani del villaggio ci salutavano cordialmente nonostante non li conoscessimo… 🙂

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Il sentiero… la vedete, quella stretta striscia sulla sinistra?

Il sentiero. Una volta raggiunta Pornìto e l’area picnic non è stato difficile trovare il sentiero, che si allunga in bella vista quasi “tagliando” a metà la montagna, segnato da una precaria staccionata in legno. Il percorso di un’ora e mezza non presenta grandi difficoltà, la pendenza è lieve e il dislivello totale di 350 metri circa. A metà strada si arriva al primo traguardo: una grande croce affacciata sullo strapiombo, oltre la quale si continua a salire per un’altra mezz’ora fino ad arrivare al traguardo numero due, una statua della madonna anch’essa fronteggiante il baratro.

Per tutto il percorso la vista sul mare è mozzafiato, e le abitazioni di Formia, Gaeta ed Itri sembrano minuscole; Maranola, che già offriva uno spettacolare scorcio sul mare sottostante, è molte centinaia di metri più in basso. La sfortuna ha voluto che a 1000 metri di altitudine la vista è stata oscurata da nuvole basse, e per una buona parte di percorso siamo rimaste senza visuale; tuttavia, la sensazione di essere in alta montagna è stata amplificata, facendo scomparire tutto il resto.

Il sentiero è costellato per tutta la sua lunghezza da fiori, piante aromatiche e cespugli di more selvatiche, particolarmente fruttuosi in agosto… un ottimo snack per il tragitto! 😉

Dopo una breve sosta pranzo sul piccolo spiazzo dietro la statua della madonna, riprendiamo la salita verso la cima invisibile, oscurata dalle nuvole, ed è qui che si apre la meraviglia più grande, e la più gradita sorpresa della gita.  Ad esattamente 1083 metri sul livello del mare si trova il Santuario di S. Michele Arcangelo, un piccolo eremo

Santuario di S. Michele Arcangelo

Santuario di S. Michele Arcangelo

dell’830 d.C. Il santuario è incastonato in una grotta nella roccia, e circa mille anni più tardi, nel 1893, è stata costruita la facciata in stile “goticheggiante”. Le nuvole hanno nascosto il santuario mentre percorrevamo il sentiero, e la vista sulla facciata si è aperta gradualmente mentre ci avvicinavamo, un’atmosfera surreale: è stata un’esperienza incredibile, emozionante e toccante, sia per la bellezza che la posizione della facciata, incastrata nella montagna e con una vista incredibile sullo strapiombo antecedente. Le nuvole non ci  hanno permesso di ammirare il paesaggio, ma hanno reso tutto più ovattato, silenzioso e mistico: l’ora e mezza in salita è stata ampiamente ripagata dalla vista di questa meravigliosa chiesetta che si apre gradualmente tra la nebbia.

Dopo abbondanti fotografie ci apprestiamo a tornare, non prima però di una sosta al rifugio all’inizio del sentiero, dove le torte alla frutta dopo tre ore di camminata rappresentano una tentazione molto invitante…

Anche per il ritorno da Pornito a Maranola ci siamo affidate alla buona fede di qualche guidatore, che ci ha risparmiato un’ora e mezza di discesa sotto il sole. Torniamo a Terracina consapevoli di aver trovato un piccolo, unico tesoro!

Cosa portare nello zaino. Crema solare, cappellino, anti-zanzare, abbondante acqua, un paio di panini e un frutto, asciugamano e maglia di ricambio. E poi, scarponi, tanta voglia di esplorare e via!

Costo totale della gita: 12 euro, trasporto, spesa per il pranzo a sacco e biglietti della circolare.

Di seguito il reportage fotografico!

Viaggiatrice low cost

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Pubblicato il 1 settembre 2014, in Escursioni, Short breaks con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Bello! Sono già stato a Gaeta qualche anno fa, non rimane proprio a pochissimi chilometri da casa mia, ma se torno in zona…

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