Parigi tra modernità, tradizione e qualche “chicca”

Parigi. Paris. Difficile trovare in una sola frase una descrizione pertinente: Parigi è semplicemente Parigi, definirla bella è un eufemismo. Magnificente, poetica, mozzafiato: una meta imperdibile per ogni viaggiatore, almeno una volta nella vita.

Parigi ha un posto speciale nel mio cuore, essendo stata la meta del primo viaggio all’estero durante una gita scolastica a 15 anni; l’emozione era talmente tanta che iniziai a preparare i bagagli tre settimane prima! Ricordo ancora vividamente la sensazione dell’aereo che prendeva velocità, provata per la prima volta e da quel momento, uno dei momenti preferiti di ogni viaggio. Tuttavia, vivere quell’esperienza con un gruppo di 35 persone non ha permesso di visitare la città al meglio, motivo per cui Parigi era in cima alla lista di luoghi dove tornare… ed eccomi qui, dopo esattamente dieci anni dal primo viaggio all’estero (anche dieci anni fa era a cavallo tra febbraio e marzo!) a rivivere la magnifica capitale francese con una compagnia di viaggio estremamente più flessibile.

Premessa: di articoli su Parigi ne è pieno il web, per tutti i gusti e tutti i viaggi. In questo articolo, quindi, mi limiterò a descrivere la mia esperienza più che recensire una destinazione che non ha bisogno di presentazioni!

Ma partiamo dal principio.

Ancora una volta il punto di partenza è Berlino, il crocevia del viaggiatore europeo. Il mezzo scelto è l’aereo, che ha battuto l’opzione del treno grazie all’offerta mini economy di Air France. Parigi non è in generale molto economica per i viaggiatori, ma essendo una città dalla forte tradizione turistica, le possibilità sono ampie. Il mio consiglio numero uno per Parigi è: Airbnb. La community di affitti di appartamenti online più famosa del web propone ottime soluzioni e a prezzi più convenienti degli hotel: volendo optare per una sistemazione un po’ più comoda (tralasciando quindi i vari ostelli), si nota subito che il prezzo medio a stanza per un hotel non centrale, in super offerta e senza colazione è di

Louvre, vista da dietro l'orologio del Museo d'Orsay

Louvre, vista da dietro l’orologio del Museo d’Orsay

circa 80 euro a stanza, a notte. Per la stessa tariffa potrete trovare appartamenti in zone migliori, e dallo stesso comfort (se non maggiore). I prezzi scendono se vi accontentate di una stanza in un appartamento condiviso, anziché un appartamento intero. La buona sorte ci ha fatto trovare un bilocale nella magnifica Rue de Saintonge nel quartiere di Marais: una zona consigliatissima, piena di caratteristici bistrot e brasseries, caratteristici cafés e micro ristorantini nascosti in minuscoli locali, ma ciononostante molto poco turistica. Menzione d’onore ai migliori falafel mai mangiati in vita mia…

Alternando i pasti in casa e fuori siamo riusciti a ridurre significativamente i costi; per mangiare fuori, i bistrot e cafés sono la soluzione migliore come rapporto qualità – prezzo, dove si può mangiare e bere a tutte le ore del giorno.

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Notre Dame, panorama; gargoyle e Tour Eiffel

Le visite. Sia io che il mio compagno di viaggio eravamo già stati a Parigi, quindi abbiamo concentrato le visite su cose che avevamo perso, o luoghi che ci tenevamo particolarmente a rivedere. Essendo poco il tempo a disposizione (quattro giorni) abbiamo optato per Ile de la cité, Jardins du Luxebourg e Saint Sulpice, Tour Eiffel, Museo d’Orsay, Montmartre e catacombe. E qui la prima buona notizia: nonostante nessuna delle attrazioni sia a ingresso gratuito, sono previste molte agevolazioni per i giovani: i minori di 18 anni entrano gratis ovunque, così come i giovani sotto i 25-26 anni residenti nell’Unione Europea, quasi dappertutto gratis, dappertutto a prezzo ridotto. Ho potuto visitare gratuitamente il Museo d’Orsay (tappa a mio parere imperdibile) e salire sulla cattedrale di Notre Dame.

A proposito di salite, personalmente sconsiglio la classica sulla Tour Eiffel per preferire quella su Notre Dame: il panorama è migliore, la fila più corta e il costo più basso. Per non parlare degli stupendi gargoyles che incorniciano la visuale!

Il museo d'Orsay colpisce anche solo per la sua architettura

Il museo d’Orsay colpisce anche solo per la sua architettura

A proposito di salite [2.0]: sconsiglio di arrivare a Montmartre e raggiungere l’imponente Basilica del Sacro Cuore dalla scalinata principale, sarete letteralmente presi d’assalto da ambulanti che vi aggrediranno per rifilarvi un bracciale o altro. Molto meglio viaggiare verso una delle fermate della metro che fermano dietro la basilica, e arrivarci dal retro passando per la stupenda Place du Tertre: una delle poche zone ancora piena di botteghe e artisti di strada, un pittoresco quartiere che mi ha colpito molto più degli altri.

Una visita molto particolare è quella alle catacombe di Parigi: circa un’ora di visita per i tunnel sotterranei dove si trova l’ossario più grande d’Europa, luogo di riposo di (si stima) dai sei ai sette milioni di scheletri. Affascinanti e con una bella atmosfera, per nulla macabre, a discapito di tutti gli avvertimenti.

Come raggiungere le varie attrazioni? Facile e pratico, il carnet de dix (dieci biglietti) per la metro vi permetterà di spostarvi rapidamente grazie alla rete capillare di metro, che copre tutta la città. In alternativa la Paris Visite è una carta abbonamento ai trasporti per diversi giorni, che conviene in base a quanto deciderete di spostarvi.

Punti deboli del viaggio. Parigi non è una città perfetta (ne esistono, d’altronde?), ha i suoi lati negativi come tante altre metropoli. Tristemente, abbiamo dovuto considerare che è tremendamente peggiorata col passare degli anni, in termini di decoro urbano, pulizia, affollamento, caos e prezzi. La popolazione è in fortissima crescita, la povertà è tanta e il degrado urbano visibile in molti punti. Il centro è una giungla urbana, con tutti i pro e i contro che ne derivano!

Punti forti. Parigi, che, degradata o no, è sempre Parigi. Di seguito un elenco dei miei momenti preferiti!

1 – Il panorama da Notre-Dame

2- L’atmosfera caratteristica di place du tertre e dintorni

3 – Il profumo delle pasticcerie in tutti gli angoli della città

4 – il beer shop artigianale “La fine mousse” in 6 Avenue Jean Aicard

5 – Le crostatine ai lamponi dei caffé a Montmartre

6 – L’atmosfera ovattata e mistica delle catacombe

7 – I minuscoli ristorantini di Marais

Ce ne sarebbero di articoli da scrivere su questa meravigliosa capitale, luogo dalle mille sfaccettature… per ora la vostra viaggiatrice vi saluta, pienamente rigenerata dal rifornimento di bellezza accumulato in questi giorni.

Il prossimo viaggio mi vedrà andare nuovamente verso est, una vacanza dall’approccio totalmente diverso da quello parigino, ma non per questo meno interessante… si torna in Polonia tra tre settimane!

Fino a quel momento, à bientôt!

 

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Pubblicato il 3 marzo 2015, in Short breaks con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Ciao.
    Sono appena rientrato da 48 ore a Parigi…
    Non concordo completamente con le tue considerazioni, ma forse perchè abituato a Milano, mi sembra ancora oro…
    Però rispetto alla mia precedente visita è senz’altro peggiorata… come il mondo del resto…
    Max

    • Ciao Max, grazie come sempre per i tuoi commenti! Hai pienamente ragione, essendo già abituato ad una metropoli 🙂 Io ho sempre vissuto in cittadine, l’impatto è stato diverso! Dopotutto è vero quel che si dice: un’esperienza di viaggio non sarà mai uguale per due persone, ed è questo che lo rende unico 😉

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