Sperduta tra le montagne cinesi: Yuyuan

Quando si intraprende un viaggio di sette ore attraverso le campagne cinesi, presto si capisce che non si sta viaggiando solo nello spazio: è un viaggio nel tempo. Indietro nel tempo, per la precisione: ai tempi in cui le strade erano solo in pietra, e dove i panni vengono lavati con saponi fatti in casa nel fiume del villaggio.

Viaggiando verso sud da Shanghai, il paesaggio cambia rapidamente dagli impressionanti grattacieli e il cielo grigio a montagne verde brillante, fino a scomparire nel buio della notte. Arrivare nel villaggio storico di Yuyuan dalla città più popolata del mondo ha un impatto non indifferente: la sensazione, come già detto, è quella di essere tornati indietro nel tempo, in un altro mondo, un set cinematografico o un mondo fiabesco.DSCN9528

Il tempo a Yuyuan sembra essersi fermato: le tecnologie e le comodità moderne delle nostre care città europee sono limitate ad una fioca illuminazione stradale, gli edifici storici e le strade in pietra sono perfettamente conservate, il cibo proviene tutto nel raggio di neanche dieci chilometri. Per molte persone nel villaggio, incontrarmi significa incontrare uno straniero per la prima volta: si capisce dalle loro facce incuriosite, dalle decine di foto che ti chiedono di fare insieme, e dai costanti sorrisi e dai “buongiorno” e “buonasera” quando ti vedono sul portico di casa. La curiosità con cui ti guardano e gli eterni sorrisi sui loro volti hanno il potere di farti sentire immediatamente la benvenuta. Tuttavia, gli abitanti di Yuyuan non sono aperti ed ospitali solo con gli stranieri: il vivere con semplicità e la filosofia dell’accoglienza è un elemento imprescindibile della cultura locale, anche con gli altri abitanti. Le porte delle case aprono la mattina presto (anche troppo presto) e chiudono la sera tardi, e durante la giornata è possibile vedere gli abitanti pranzare e cenare, chiacchierare e oziare insieme, tanto da farmi pensare a Yuyuan come il “villaggio dalle porte aperte”.DSCN9955

Mi sono ritrovata in questo sperduto angolo del passato grazie ad un progetto chiamato Jinhua Homestay: il governo locale ha chiamato studenti da tutto il mondo per fare esperienza della vita tradizionale cinese, così che, una volta tornati a casa, possano far conoscere questa cultura in posti che altrimenti non ne avrebbero mai accesso. Siamo un gruppo multiculturale di 39 persone da tutti gli angoli del pianeta, l’organizzazione è massiccia e, a quanto sembra, il nostro arrivo rappresenta uno dei più grandi eventi del villaggio degli ultimi anni.

Siamo arrivati a Yuyuan in tarda serata dopo un viaggio di sette ore, e tutto ci saremmo aspettati, tranne che un corteo di benvenuto con tanto di danzatrici, percussioniste, danza dei leoni e suonatori di gong: la sensazione di accoglienza è incomparabile, specialmente per chi proviene da un contesto in cui straniero è sinonimo di scetticismo.

Alle persone non interessa nascondersi e avere la propria privacy: la sensazione è quella del villaggio come un’entità unica, dove tutti partecipano a cerimonie e riti, tutti si affacciano curiosi per sentirsi parte dell’evento della giornata, e tutti si riuniscono per dare il benvenuto ai nuovi arrivati. L’intero villaggio addirittura ascolta la stessa stazione radio, che, nelle giornate di sole, trasmette a tutte le ore tramite gli altoparlanti nella piazza principale.

Il paragone con la mia città è innegabile: da dove vengo, se non lego la bicicletta con pesanti catene posso anche dimenticarmi di ritrovarla. L’ospitalità italiana è famosa nel mondo, ma difficilmente accoglieremmo un perfetto sconosciuto in casa nostra, addirittura accompagnato da un interprete, trattandolo come se fosse la persona più importante del mondo.

È decisamente uno dei viaggi più ambigui che abbia mai fatto, così distante dall’idea girovagare tra le sontuose capitali europee che hanno rappresentato la stragrande maggioranza dei miei viaggi. E, decisamente, è una delle cose più insolite e meravigliosamente autentiche che un viaggiatore possa immaginare.

Vi scrivo in questo momento grazie ad uno dei rari momenti in cui riesco ad accedere ad una connessione internet, altrimenti per la maggioranza del tempo sono senza finestre sul resto del mondo. Dal villaggio di Yuyuan per il momento è tutto, restate sintonizzati per altri reportage e una fotogallery completa!

Ps per saperne di più sul progetto Jinhua Homestay: candidature aperte due volte l’anno!

Jinhua Homestay Project

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Pubblicato il 26 settembre 2017, in Diario di bordo, Long tours, Oltre il viaggio con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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