Emirati Arabi Uniti, tra forti nel deserto, palme e grattacieli, parte II: Dubai e Abu Dhabi

La seconda parte dei miei viaggi negli Emirati Arabi di quest’anno ha coinvolto Abu Dhabi e Dubai, un brevissimo soggiorno di 32 ore in totale nel quale ho cercato di incastrare un paio di visite tra i diversi impegni lavorativi. Inevitabile è il confronto con il precedente viaggio ad Al Ain, la piacevole città oasi nelle miti temperature di gennaio contro le megalopoli infuocate in cui ora mi trovo, nel bel mezzo di agosto. Come già detto nel precedente articolo, pur facenti parte dello stesso paese questi luoghi sono estremamente diversi; a tutti è nota la spettacolarità e lo sfarzo dei grattacieli di Dubai, città che ha conosciuto un mastodontico sviluppo dal 1990 in poi; simile è Abu Dhabi, seppur in misura minore.

Atterro a Dubai di sabato sera e mi dirigo in taxi ad Abu Dhabi, dove avrei dovuto consegnare dei documenti la mattina seguente; un’ora e mezza di strada veloce costruita nel mezzo del deserto, dove posso solo intravedere la caratteristica sabbia ocra dalla quale spuntano, allineate perfettamente, una serie di palme da dattero. Arrivo in hotel troppo tardi per poter organizzare qualche visita; la prima cosa che vedo la mattina seguente, aprendo le finestre della stanza, è la vista sul Golfo Persico, e in lontananza lo sfarzoso hotel Emirates Palace.

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Piscina dell’Hilton Corniche Road di Abu Dhabi, con l’hotel Emirates Palace sullo sfondo. Per oggi il low cost lo lasciamo da parte…

Tra una consegna e altri giri per lavoro arriva il primo pomeriggio, quando finalmente i compiti sono conclusi; ho a disposizione 12 ore prima di volare nuovamente per Roma, inclusa un’ora e mezza di viaggio per Dubai. Tappa numero uno? Non ho il minimo dubbio: la Grande Moschea dello sceicco Zayed di Abu Dhabi.

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Grande Moschea di Abu Dhabi

Gloriosa, imponente, maestosa: non mi vengono in mente altri modi per descrivere questo gigantesco luogo di culto, del quale non oso immaginare i costi di realizzazione: in grado di accogliere circa 40.000 fedeli, la moschea presenta quattro minareti che superano i cento metri di altezza, una corte interna di 17.000 metri quadrati la cui pavimentazione rappresenta uno dei più grandi mosaici di marmo al mondo, lampadari con cristalli di Swarowski, 96 colonne interne in marmo intarsiate in madreperla, tappeto interno di 5.627 metri quadrati interamente annodato a mano da 1.300 artigiani iraniani, per il cui trasporto sono stati necessari tre aerei. Insomma, per la realizzazione di questo moderno capolavoro architettonico non si è badato a spese; semmai tra duemila anni verrà indetto un nuovo concorso per le sette meraviglie del mondo, non mi riesce difficile immaginare che la Grande Moschea di Abu Dhabi potrebbe rientrare a pieno titolo tra le finaliste.

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Cortile interno della Moschea, uno dei più grandi mosaici in marmo del mondo

Durante la visita sono pervasa da un senso di estasi che non mi abbandonerà per tutta la durata del tour; per la prima volta mi sono sentita veramente in Medio Oriente, ed ho riflettuto su come l’essere umano sia ancora in grado di creare capolavori architettonici la cui bellezza e maestosità non ha nulla da invidiare ai grandi monumenti del passato.

A malincuore mi avvio verso Dubai, dove pianifico di dedicarmi ad una passeggiata serale e cena prima di avviarmi in aeroporto per il mio “comodissimo” volo delle 03:40 del mattino…

Di Dubai, che dire; un momento la ami e quello dopo la odi. Città contraddittoria, difficile da vivere, forse pittoresca solo se vista dall’alto; ciò che prescinde da ogni dubbio è che si tratti di un luogo unico nel suo genere, opulento, sfarzoso e futuristico. L’enormità dei grattacieli scintillanti che contrastano con la sabbia del deserto circostante difficilmente lascia indifferenti, seppur le sue attrattive siano tutte artificiali. Non posso dire di aver visto abbastanza da farmi un’idea, mi riservo il giudizio per un eventuale altro viaggio futuro… l’unica cosa certa è che si tratta di una città unica nel suo genere.

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Dubai, Burj al-Arab che spunta dalle palme del Souk Madinat Jumeirah

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Burj Khalifa, talmente grosso che non entra tutto in una foto

 

Gli Emirati Arabi, come già detto, sono un paese pieno di contrasti; deserto e sfarzosi grattacieli convivono l’uno dentro l’altro, nella stessa città si possono trovare posti come il Burj al-Arab o le Palm Islands e il mercato dei cammelli, il chiosco di datteri e davanti al quale sfreccia la più grande concentrazione di automobili di lusso mai vista prima. Dubai è esagerazione, presunzione, sfarzo; Al Ain è un’oasi nel mezzo di un paese tutto sabbia e grattacieli, il forte di Mezyad sembra uscito fuori da un racconto da mille e una notte. Con le sue notevoli diversità, gli Emirati Arabi si confermano un paese affascinante, con diverse perle nascoste tutte da esplorare; resto in curiosa osservazione riguardo il progetto della prima città marziana nel deserto….

Di seguito qualche foto!

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Pubblicato il 5 ottobre 2017, in Diario di bordo, Escursioni, Short breaks con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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