“Ti va un weekend a Il Cairo?” “…ok” – Egitto last second

E’ precisamente con la frase nel titolo che sono stata accolta una mattina a lavoro. Come per l’ultimo viaggio ad Abu Dhabi, serviva qualcuno che partisse per consegnare manualmente dei documenti importanti,  e devo dire che finora questo lavoro di “postino internazionale” non mi dispiace affatto.

Ho avuto una settimana di tempo per preparare tutto: visto d’ingresso da acquistare all’arrivo, hotel disponibile, volo prenotato pochi giorni dopo… eccomi pronta per tre giorni nella capitale dell’Egitto.

Il Cairo – cosa non mi è piaciuto

Voglio elencare subito tutte le cose negative, in modo che la seconda parte dell’articolo sia dedicata solo alle impressioni positive. Iniziamo: Il Cairo è probabilmente la città più caotica, confusionaria e disordinata che abbia mai visto in vita mia. Dieci milioni di abitanti nella sola area urbana, caldo asfissiante, traffico che in confronto Roma è una passeggiata nel bel mezzo della natura; semafori inesistenti, gli autisti si regolano suonandosi il clacson a vicenda (un piacevole sottofondo musicale la notte prima di dormire, nonostante alloggiassi al ventiquattresimo piano dell’hotel), per i quali credo di aver rischiato la vita almeno 3-4 volte; i tassisti cercano in tutti i modi di fregarti e non sanno nemmeno cosa sia una ricevuta. Mercanteggiare per qualsiasi cosa, anche per le bottiglie d’acqua. Abusivi che quasi ti aggrediscono in prossimità di ogni sito storico per offrirti tour, souvenir e foto ricordo in modo molto insistente. Sguardi insistenti in ogni momento, senza neanche che camminassi in giro per la città da sola.

Ok, ho finito.

Nonostante le criticità, Il Cairo resta una delle città più stupefacenti che abbia mai visitato, e che deve essere vista almeno una volta nella vita. Affermare che Il Cairo sia una città magnifica non rende l’idea, poiché magnifico verrebbe associato alla mera estetica, e sarebbe riduttivo; oltre alla magnificenza delle sue moschee e monumenti, Il Cairo è calda, accogliente, viva, contraddittoria ma con un’anima, percepibile nella bellezza delle piramidi quanto nel mercatino della frutta su teli polverosi a bordo strada.

L’arrivo

Inizialmente l’arrivo all’una e mezza di notte mi preoccupava non poco: arrivare in una città straniera a tarda notte non è esattamente la cosa più comoda del mondo, specialmente dove non sai se si parli bene l’inglese e sei ben cosciente delle fregature dei tassisti. Per questo, fortunatamente, la compagnia ha prenotato un transfer organizzato direttamente dall’hotel, per cui non mi sono dovuta preoccupare di mercanteggiare per il trasporto in centro città alle due del mattino. Lo stesso hotel ha inviato un rappresentante ad aiutarmi con le procedure per il visto e controllo passaporti, per cui all’arrivo non ci sono state difficoltà.

Il visto turistico è disponibile in aeroporto: di fianco gli sportelli per il controllo passaporti c’è un mini-desk, filiale della Bank of Egypt, dove per 25 dollari (o corrispondente in euro) otterrete all’istante il vostro biglietto d’ingresso in Egitto. Piccolo consiglio: portatevi la cifra esatta, per evitare problemi con il resto.

Quelle che inizialmente erano preoccupazioni si sono trasformate in sollievo: arrivare alle due del mattino mi ha permesso di evitare completamente il traffico del Cairo, che, come ho potuto sperimentare in seguito, sa essere un vero problema; in venti minuti ero alla reception per il check in.

Sicurezza

Togliamoci subito questo dente: è stata la prima domanda che mi sono posta quando ho saputo di avere un volo prenotato per Il Cairo. Senza girarci intorno, Il Cairo non è esattamente la prima città che ci balza in mente quando parliamo di sicurezza, e di girare da soli in tutta libertà; ogni volta che si entra in un edificio come hotel, centro commerciale o ufficio, ci sono diversi controlli da superare, metal detector e scanner di borse e bagagli, spesso per più volte. In ogni uscita ero sempre in compagnia di qualcuno, cosa che mi ha fatto certamente sentire più tranquilla e che ha enormemente facilitato le comunicazioni. Non avrete particolari problemi a girare per conto vostro, se riuscirete a non fare caso agli sguardi insistenti; al solito, come per qualsiasi grande città, si consiglia di fare attenzione alle borse, specialmente in zone affollate come i mercati.

L’hotel

Anche questa volta, il low cost lo lasciamo da parte: il Ramses Hilton Hotel & Casino si rivela all’altezza degli standard internazionali degni del suo nome. Notevoli i controlli di sicurezza, anche per la presenza di un casino all’interno dell’hotel; sono stati estremamente gentili nel soddisfare la mia richiesta di una stanza ai piani alti, possibilmente lato Nilo; appena sveglia, in lontananza, intravedevo le forme delle Piramidi di Giza.

Proprio accanto alla reception si trova il banco escursioni, dove poter prenotare, anche con breve preavviso, escursioni sia per individuali che per gruppi. La mattina stessa ho prenotato per il pomeriggio un’escursione con guida per la piana di Giza, al costo di circa 25 euro per quattro ore.

Pranzo vista piscina!

Nota speciale la merita la colazione: buffet ampio quanto un appartamento per due, cuoco sul posto per ogni evenienza last second, pancakes e waffles cucinati al momento. Inoltre… avete mai preso il caffè con una musicista che suona dal vivo l’arpa, per accompagnare il vostro risveglio?!

Le escursioni

Sarò sincera con voi: probabilmente il mio spirito di avventuriera si è affievolito nel tempo, o forse gli eventi internazionali degli ultimi mesi hanno alzato il mio livello di prudenza, fatto sta che non me la sono sentita di andare in giro da sola, come avrei fatto invece per qualsiasi altra destinazione; ho preferito prevedere qualche euro in più e prenotare un tour privato tramite l’hotel. Grazie ad un piccolo sconto per il programma Hilton Honors (sottoscrivibile gratuitamente, dà diritto a vari vantaggi quando si soggiorna in un qualsiasi hotel della catena in tutto il mondo), ho ottenuto uno sconto sul prezzo dell’escursione: 25 euro ed ecco la mia guida privata con autista e tutto il resto. Via, si parte per la piana di Giza!

Un qualsiasi viaggio a Il Cairo è senza dubbio incompleto senza una visita alla piana di Giza. Le Piramidi, la Sfinge: monumenti antichi quanto la storia dell’uomo, unica meraviglia del mondo antico ancora in piedi, massicce costruzioni di pietra calcarea che custodiscono il deserto da oltre quattromila anni. Pensare a qualcosa come esistente da tutto questo tempo, trasmesso e custodito da centinaia di generazioni fino ai giorni nostri, fa venire i brividi; ancor più emozionante è visitarne l’interno, quan

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Tunnel di accesso alla camera funeraria. Claustrofobia ne abbiamo?

tomai spoglio e umido, ma una vera esperienza: ho visitato l’interno della terza e più piccola piramide, quella di Micerino. Sconsiglio totalmente di entrare nelle Piramidi per persone che soffrono di claustrofobia: 32 metri di tunnel a 26 gradi di pendenza, con un’altezza media di poco più di un metro, mi hanno messa decisamente alla prova. Si accede all’originale camera funeraria, posta sei metri sotto il livello del suolo, in cinque minuti di camminata nel tunnel piegati sulle ginocchia, con l’ausilio di una scaletta in legno con pioli: per riprendere fiato mi sono fermata per più di qualche minuto nella camera funeraria, dove ho potuto godere appieno la sensazione di trovarmi in un luogo vecchio di migliaia di anni.

 

 

 

La vista delle piramidi, della Sfinge e dietro l’immensità del deserto che si estende a vista d’occhio è uno spettacolo mozzafiato a cui ogni viaggiatore appassionato dovrebbe assistere, almeno una volta nella vita.

Ciao!

 

 

 

 

 

 

 

 


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Avrei preferito godere della vista della Sfinge senza baraonde di turisti armati di selfie stick, ma va benissimo lo stesso…

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Rientro in hotel giusto il tempo di una breve rinfrescata, e subito nella hall mi aspetta un amico ed ex collega universitario, che (sentite un po’) lavora qui come guida turistica, e si è gentilmente offerto di portarmi in giro. Quando si dice la fortuna…

Piccolo consiglio: se vi trovate al Cairo, consiglio vivamente l’app  Careem, la versione mediorientale di Uber; a detta di tutti i locali, è più sicura ed affidabile dei taxi, nonché estremamente più economico. Abbiamo prenotato l’auto più vicina ed in pochi minuti eravamo in centro storico, costo della corsa neanche due euro. La nostra visita prevede Muizz Street, una delle vie del Cairo più importanti per valore storico e culturale, la moschea di al-Azhar ed il famoso bazaar Khan el-Khalili.

Muizz Street è famosa per rappresentare una delle vie storiche più importanti del cosiddetto “Cairo Islamico”, parte del centro storico del Cairo e sito UNESCO dal 1979.

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Luci serali a Muizz Street, Islamic Cairo

Lunga circa un chilometro, Muizz Street è una delle vie più antiche del Cairo, e, secondo uno studio delle Nazioni Unite, rappresenta la via a più alta concentrazione di capolavori architettonici dell’Islam medievale al mondo. Non ho avuto il piacere di visitarla di giorno; devo tuttavia ammettere che, come ben potete vedere dalla foto, le luci colorate che illuminano le moschee, creando suggestivi giochi di luce incastrandosi tra i mille elementi decorativi, rendono l’atmosfera irresistibilmente da mille e una notte, dando l’impressione di trovarsi ad una festa nel palazzo di un sultano immaginario.

Al termine di Muizz Street si trova il caratteristico bazaar di Khan el-Khalili, un labirinto di negozi in cui potrete trovare qualsiasi oggetto la vostra mente possa immaginare: lampade, tessuti, tappeti, shisha, ceramiche, abbigliamento, souvenir per turisti. Sono diversi i visitatori europei che camminano per le vie del bazaar anche passata l’ora di cena, e che sostano ai tavolini dei diversi café. I venditori sono molto aggressivi e cercheranno in ogni modo di attirarvi nei loro negozi, e sono molto abili nel mercanteggiare, cosa che, ahimè, detesto fare. Sono più che contenta di lasciare il bazaar con il più classico dei souvenir mediorientali: il narghilè!

Con una breve sosta per cena per gustare un tipicissimo Koshari (street food egiziano a base di pasta, riso, ceci, lenticchie e verdure) rientro in hotel dopo una giornata lunga, estenuante ma che resterà nell’Olimpo delle più belle giornate mai passate in viaggio, per le svariate meraviglie che Il Cairo ha da offrire.

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Di seguito qualche foto!

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Pubblicato il 18 giugno 2018, in Escursioni, Short breaks con tag , , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Belle foto.Mai stato a vedere le piramidi e mai stato li’,in piu’ soffro di claustrofobia.Chissa’ le piramidi inizialmente come erano con i loro rivestimenti,me li immagino scintillanti alla luce del sole. Bye! 🙂

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